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giovedì 12 febbraio 2015

Il guerriero che corre

Solitamente, si inizia a praticare yoga per rilassarsi, per allungarsi, per fare meditazione, per trovare serenità, per vincere lo stress.  Non a caso, l'idea comune di yoga si colloca a metà tra il mondo dell'ascetismo, dove ci si estrania dalla realtà e si vive puri in uno stile di vita rigoroso, e il mondo dell'estrema flessibilità, dove si sta in equilibrio su una mano facendo intanto la posizione del loto con le gambe incrociate.

Quando sento queste definizioni di yoga, il mio commento spontaneo è "ma anche no". E da qui la voglia di ribadire come yoga sia grinta, forza, energia e possa esprimere potenza e determinazione.

Il guerriero dello yoga è impegnato in una battaglia contro un nemico forte, ma che è collocato dentro di lui. Un nemico che gli toglie consapevolezza e gli lascia scoraggiamento. Non a caso, sto parlando di un guerriero spirituale che agisce nella vita reale, che non si ferma, che accetta le sconfitte per costruirci sopra.

E visto che praticare un'asana vuol dire prendere delle qualità fisiche e spirituali, nello yoga non può mancare l'asana del guerriero. E' una delle più belle, ha tre varianti e le presenterò' nei prossimi post. Sono posizioni ottimali per chi corre proprio per il lavoro che implicano per le gambe, valendo da potenziamento e da allungamento allo stesso tempo.
Forse scomodare Decimo Massimo Meridio è un po' troppo ma, sicuramente, praticare yoga con l'intensità di un suo combattimento è un bel modo di approcciare la vita e le gare!







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