giovedì 23 ottobre 2014

PRANAYAMA - 2 (A volte rilassano)








Da due mesi mi è stata data la meravigliosa possibilità di scrivere sullo yoga sul blog Cardatletica. Credo sia il momento giusto per una sorta di post di sintesi, dopo  dare una visione comune dei temi trattati. In questi due mesi, ho effettivamente seguito un filo conduttore: l’ascolto di sé stessi finalizzato al recupero e al rilassamento. Un tema che, da runner, so essere importante ma spesso trascurato.

Mettendo insieme respirazione, mantra, posizioni come Vajrasana (asana seduta che allunga i muscoli delle gambe) o Shavasana (posizione rilassata sdraiata) l’effetto è non solo di riposarsi. Per quello bastarebbe una pennica , come diciamo negli ashram de noantri…

Al centro di tutto c’è il lavoro sul respiro. Perché nello yoga il respiro non riguarda solo la trasformazione di ossigeno, azoto e anidride carbonica nei polmoni. E non è solo la consapevolezza che quando siamo agitati, respiriamo troppo in fretta.

Nella visione dello yoga, col respiro assorbiamo anche una sorta di energia sottile che permea la vita e il mondo, una manifestazione del divino detta PRANA (sanscrito, “soffio vitale”). Per questo la respirazione yogica si chiama Pranayama: è un modo con cui si attua il controllo (yama) volontario e cosciente del respiro.
Vi sto portando in un contesto mistico ma.. se entrate in un locale restato chiuso da tanto, sentite l’aria viziata che vi soffoca. In quest’ottica, è come se non vi fosse più energia vitale. In un bosco, in riva al mare si respira meglio e soprattutto ci si sente più vitali. Il respiro è un “dare e avere”, e ci obbliga a un continuo scambio con l’esterno, dove prendiamo energia e materia pulita, e tiriamo fuori fatica, tensioni, emozioni chiuse dentro.

Adesso anche l’incombenza di stare dietro al prana? No, è tema nuovo ma torna sempre al punto di partenza: oltre al tempo per correre, è bello trovare momenti per respirare, magari in posizione corretta e con il suono di un mantra. Non è tempo perso, è cura di se e delle proprie energie. E soprattutto, ci aiuta a fare il pieno di energia vitale (quella che ci fa correre!), ci ricarica e dà modo di ripartire al meglio delle forze. Quasi come se un il respiro fosse un integratore gel.. pre e post gara!

Vi invito a rivedere i post precedenti, e se volete possiamo qualche volta praticare insieme! Buon relax, buona ricarica


P.S. Non sono effettivamente passati ancora due mesi… ma l’ultimo giovedì dei questo mese sarà una data importantissima per me e per la mia pratica yoga, e allora ho anticipato questo post di chiusura dei a oggi!



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