giovedì 18 settembre 2014

Lo Yoga e le Asana.

Yoga in sanscrito significa  “unione di corpo, mente e spirito”. La radice è la stessa
di giogo,  la barra che unisce i buoi e li spinge nella direzione  voluta.  Istintivamente, yoga suggerisce posizioni immobili, magari un po’ acrobatiche: l Asana, altro termine sanscrito  traducibile in  “sedersi nella posizione tipica dei devoti”.  Yoga è quindi unire corpo e mente grazie a una posizione comoda e stabile dove meditare, nonostante lo sforzo volontario dei muscoli che consentono di fare l’asana. E nonostante i  pensieri e le emozioni che  passano per la mente.

Alla luce di questo, lo yoga sembrerebbe una pratica adatta a pochi, a chi ha un fisico perfetto e uno stile di vita piacevole con un bel conto in banca. Per tutti gli altri, lo yoga sembrerebbe complesso, quasi un braccio di ferro contro i mille pensieri che fanno agitare dentro e fuori, contro il corpo contratto che impedisce persino di pensare a stare nell’asana. Tutt'al più, yoga può essere un'oasi felice strappata alla vita quotidiana.

Vi propongo un altro punto di vista: Yoga è fare un’esperienza andando in una direzione diversa, puntando a una maggiore qualità di vita e salute. Come ogni esperienza, la pratica yoga è personale e unica. Non è copiare un’asana da un libro o un maestro. Non è combattere con i propri pensieri e le emozioni provate.

Yoga è focalizzarsi nel qui e ora, e spostare verso l’interno,  verso di sé, le energie solitamente usate verso l’esterno..  verso la stessa corsa.  Yoga è ritagliarsi il tempo per praticare anche una sola asana, con lentezza, andando a cercare le parti tese del corpo e  rilasciarle. focalizzandosi sul respiro per renderlo lungo, lento e profondo. 

Osservate questa fotografia: è un dettaglio di Vrkasana, la posizione dell’albero. Le asana si ispirano a elementi della natura sia perchè ne imitano la forma fisica, sia  perchè, idealmente, praticarle fa acquisire anche le loro qualità simboliche. Un albero è di per sè il collegamento tra terra e cielo: è ben piantato a terra con le radici, ma è anche slanciato verso l’alto con la sua chioma. Dalla terra, dalla materia va verso il cielo, il divino. 
La foto è divisa in due.

Nella immagine di sinistra, un piede è ben piantato a terra, e l’altro gli è appoggiato di lato, ancora vicino al terreno.  

Nella immagine di destra, un piede è stabile a terra e l’altro è appoggiato alla coscia destra. 

Sembrerebbe una sequenza, vero? Dalla preparazione all’asana completa. 

Adesso osservate le due ombre... non sono identiche?  Entrambe mostrano, dal punto di vista fisico, un corpo che si proietta verso l’alto, con le braccia allungate, la schiena ben distesa, in un profondo equilibrio. 

Mi piace pensare che quelle ombre rappresentino l’anima, e riflettano la serenità di sentirsi ben radicati ma capaci di tendere verso qualcosa di più grande.  E che mandino un messaggio importante: non importa se fai l’asana completa o se ti limiti allo stato iniziale. Se parti con poco equilibrio e riesci a fare l'albero con i piedi a terra, sarà la stessa cosa di chi è nato funambolo e sta in equilibrio senza sforzo. 

L’importante è cogliere quell’attimo in cui il corpo si stabilizza, il respiro si placa, il viso sorride (si, rilasciare è accennare un sorriso).  Continuando a praticare, l’attimo diventerà più lungo, e la sensazione di corpo e mente, uniti per un obiettivo di completezza potrà lasciare un segno nella vita, e diventare un’abitudine, un modo di affrontare diversamente le cose.

PS l’albero è una delle mie asana preferite. Ne parlero’ parecchio, anche perché le posizioni d’equilibrio sono importanti per chi corre. Basti pensare a quanto rafforzano le caviglie!

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