mercoledì 9 aprile 2014

UNA FRAZIONE CHE VALE UNA MARATONA....

LA NOSTRA LIBEL IN PRIMO PIANO CON LA CANOTTA DELL'ASSOCIAZIONE ABBRACCIO ONLUS

Una gara strana, ma soprattutto affascinante, la Maratona di Milano a Staffetta. 2157 squadre arrivate ma nessuna maglia di società, solo simboli di Onlus, associazioni contro ogni tipo di grave malattia, nomi di persone portate vie presto o che lottano per restare. Tutti la corrono in nome di qualcosa, come prevede il regolamento.. La maratona è divisa in 4 frazioni e si snoda lungo la linea rossa della metropolitana. Questa è forse la parte magica, ogni squadra si ritrova ai cambi, il frazionista supera il tappetino sotto il gonfiabile e gli appaiono le griglie, con i pettorali di 100 in 100, si passa il chip al compagno e più avanti, il deposito borse e il ristoro. Poi via in metro.. L’ultima fermata Cairoli, per l’arrivo al Castello Sforzesco e la medaglia. Forse non c’era il tifo, forse clacson e insulti ma… c’era il sole, c’erano tutti gli altri frazionisti, c’era una città piena di chi portava un simbolo forte di aiuto.

Ho corso con la canotta dell’Abbraccio Onlus(www.abbraccio.it), un’associazione di volontariato per il sostegno ai bambini disabili e alle loro famiglie. Ha partecipato alla staffetta non solo con 91 quadre ma anche con la presenza di Niccolo’, il figlio della vice presidente Simona La Salandra, che compiva 14 meravigliosi anni proprio il giorno della gara, arrivato spinto sulla sua sedia a rotelle per 14 km….
Io ho corso la frazione lunga, 13,500 km, la prima, quella della partenza, che spaventa chi gareggia per la prima volta (per la maratona a Staffetta non serve essere iscritti a una società di atletica). Parte da Rho FIERA, una periferia che mi ha sorpreso per i campi e le cascine fino al passaggio del testimone in piazzale Lotto, appena dopo l’Ippodromo e San Siro. Qui è finita la mia frazione ma, come dice Murakami nell’Arte di correre, il traguardo è una linea senza significato, solo un passaggio verso la prossima gara. Con questa staffetta sono ripartita dopo un anno di infortuni (forse avrei dovuto fare due vasche a Lourdes). E ho potuto farlo nella mia gara, la maratona. La amo perché è una gara che dura mesi per la preparazione, e per farla senza avere la certezza di arrivare. Ho pianto commossa nel toccare con i piedi il tappetino della partenza e l’ho corsa tutta d’un fiato, perché per me è stata la certezza di essere ripartita.
Ps le altre frazioni sono da 10, 10 e 8 km. Mi piacerebbe, il prossimo anno correrla per l’Abbraccio come Cardatletica!

Susanna Libel Cesarini

Ma la solidarietà, come i problemi, non dura solo 42,195 km, per chi volesse donare cliccare qui.

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