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SITO CARDATLETICA

venerdì 10 ottobre 2014

Ultramaratona per Purosangue!


L'obiettivo era 42 paia di scarpe e 195 buone azioni. Il risultato, al momento è che la Cardacrucca ha contenuto in sé un'ultramaratona. E infatti..


ABBIAMO RACCOLTO 
OTTANTA PAIA DI SCARPE DA CORSA!!!!


Poco dopo l'annuncio sul nostro blog, già ne avevamo ricevute alcune.


Sabato 4 ottobre alla consegna dei pettorali, alle 8,30 sono arrivate le prime paia....

Poi, piano piano, sono arrivate le altre.. fino a fare il grande mucchio della foto! Abbiamo ringraziato di persona i runner che hanno voluto contribuire a questa nostra iniziativa, ma crediamo che questo blog sia la sede migliore per dirgli quanto ci hanno fatto felici (e quanto faranno felici ottanta futuri runner africani)!


E quindi, io e Daniele Uboldi le porteremo a Roma, per consegnarle agli amici del Purosangue Project. Da li, faranno il grande viaggio fino in Africa. 

Adesso, rilancio la sfida,  e visto che siamo già nella fascia "ultramaratona"... magari possiamo fare di più..

VOGLIAMO ARRIVARE A CENTO PAIA!

Ce la possiamo fare, e avremo associato un altro bel risultato alla Cardacrucca! Grazie anticipatamente, potete scrivermi su Facebook per metterci d'accordo per la consegna delle scarpe.

giovedì 9 ottobre 2014

SHAVASANA, l'asana del relax

Domenica scorsa, in piena consegna dei pettorali ai 979 iscritti della Cardacrucca, un’amica mi ha detto “Ti immaginavo seduta in mezzo a tutti, a gambe incrociate, imperturbabile  a fare respirazioni”.  Ho subito pensato alla faccia dei runner (e di Stefania Visentini..) nel trovarsi un "ostacolo umano" nella piazza di Tornavento,  assolutamente fuori luogo rispetto al momento. Non a caso ho una foto simile ma in zona Monte Rosa, dove ci sono io  e "un ometto” segnalatore, oltre al mio personale fotografo Daniele Uboldi!

Credo che il bello dello yoga sia invitare a stare nel presente e viverlo al meglio possibile, anche grazie all'attenzione sul respiro, da rendere lungo e profondo proprio nei momenti difficili. Anche perchè, alla fine, arriva  il momento di staccare e recuperare, quando si è finito tutto.. E quindi, l’asana di questo giovedì:

SHAVASANA
Il termine sanscrito lo traduco con cautela, soprattutto per i superstiziosi: è la posizione del CADAVERE!! Implica stare sdraiati sulla schiena, braccia lungo il corpo con i palmi delle mani verso l’alto. Le gambe rilassate, che si aprono leggermente mentre i piedi si piegano verso fuori. Gli occhi chiusi, bocca rilassata quindi un po’ aperta. 

Se mi guardate la foto, sembra un’asana bella facile, ma, attenzione: non è il Dormiente, è il Cadavere!!! Quindi, per definizione, richiede di essere un corpo immobile, privo di tensioni e statico. Provare a farla da vivi, non è uno scherzo: la mente vaga e porta ad agitarsi, appaiono pruriti e fastidi ovunque. Soprattutto, viene da mettersi su un fianco e dormire! Il bello di Shavasana NON è solo nello stare in posizione “off”. L'obiettivo è un momento di stacco per vivere l’asana, consapevoli di controllare il corpo per rilassarsi, in questo modo:
  1. Regolando il respiro nell’esercizio di Pranayama. Facendolo, piano piano si rallenta il battito e la stessa mente si rilassa (provarci, è l’unica per verificarlo!)
  2. Facendo un esercizio di focalizzazione mentale sulle singole parti del corpo.  Vuol dire metterci l'attenzione e sentire come stanno, partendo dai piedi e poi via via caviglie, polpacci, ginocchia, e tutti i muscoli coinvolti nella corsa.. Quindi le anche, il torace.. le braccia, le spalle. Infine, attenzione alle singole parti del viso, rilasciando le tensioni sulla bocca, attorno agli occhi, al collo (credo che non diamo mai attenzione al viso, la parte che mostra le tensioni al mondo)
Le classi di yoga si aprono e soprattutto si chiudono con Shavasana, Perché la fatica va dissolta anche sciogliendo le tensioni muscolari, grazie al respiro, e la riprova è che spesso ci svegliamo con qualche tensione, se ci facciamo caso.. Questo fa si che Shavasana sia ottima per chiudere un allenamento! Credo di averlo capito sul serio poco tempo fa, dopo 10 tiratissime ripetute sui mille.Dopo lo stretching, mi sono sdraiata e, nonostante il battito fosse tornato a posto, ho sentito la mente stanca e tesa per la concentrazione, mentre il corpo quasi tremava.. Ho fatto lunghi respiri e solo dopo 10 minuti, ho acquietato quel rumore dentro di me. Ho capito che l'allenamento in quel momento era finito. E sono tornata alla mia vita. Facciamo tanto, ed è giusto avere dei momenti di passaggio, dei rituali di chiusura.

Quindi… buona Shavasana, che ovviamente può essere fatta limiti di tempo!! Concludo con un'indicazione importante: dopo shavasana non rialzatevi a mo’ di molla!! Il corpo è morbido e abbandonato e muoversi di scatto può causare persino un infortunio.  Come nella foto, potete fare pochi gesti per riprendere bene (ottimi anche al mattino, prima di alzarsi):
  1. Torsione laterale, con la gamba piegata da un lato, testa spalle e braccio dall’altro.
  2. Gambe raccolte al petto, e dondolare sia avanti e indietro, sia di lato.
PS E se ci si addormenta? Vuol dire che ce ne era bisogno! Ed è un buon motivo per fare Shavasana altre volte, fino a  scoprire un altro modo di rilassarsi!
PS2 Vi rimando al libro di Satya Singh "Kundalini Yoga", BIS Edizioni. Vi allego anche il link su Shavasana sul  Yoga Journal Italia la più autorevole rivista di yoga

martedì 7 ottobre 2014

CardaCrucca edizione 1...979 anime in movimento!

È ancora buio quando arriviamo in piazza Tornavento.
L'alba di lì a poco ci sorprende grigia ma non fredda.
L'estate, assente ingiustificata di quest'anno, sta tentando di rimediare stiracchiandosi in quest'autunno mite.
La prima edizione della CardaCrucca può cominciare.
L'anno scorso all'edizione di prova parteciparono quasi 700 persone prendendoci un po' alla sprovvista.
Era la nostra prima gara, eravamo dilettanti allo sbaraglio davanti ad un pubblico da gran galà.
Andò tutto bene, certo qualche cosa da aggiustare, qualcosa da migliorare, ma in fondo la perfezione è impossibile da raggiungere.
Quest'anno le 600 maglie garantite ai preiscritti terminano un giorno prima della chiusura delle iscrizioni on-line, e quindi, nonostante la Deejay ten, le previsioni sono di un aumento sostanziale.
I runners arrivano alla spicciolata all'inizio, un po' assonnati ma con l'intenzione di non fare coda alle iscrizioni e al ritiro pettorali, ritiro che era già iniziato nella mattina di sabato al nostro gazebo, sempre nella stupenda piazzetta del ritrovo.
Ma niente code e tutto può iniziare.



Si parte alle 9, 15, con il minigiro, saranno in 34 i piccoli podisti che si daranno battaglia e noi che siamo nati proprio per poter sviluppare il settore giovanile non potremmo che essere felici di questa affluenza.
Arrivata anche l'ultima cucciola per mano alla mamma tra due ali di folla in tripudio, si può iniziare a incanalare i grandi verso la linea di partenza.


Si divideranno in due percorsi, quello corto e piatto da 8,8 km completamente nei boschi intorno a via Gaggio, e quello lungo che porterà, i 609 atleti iscritti alla distanza, a scendere verso i canali per poi risalire, arrivando al traguardo in piazzetta dalla meravigliosa scalinata che si dipana dopo una corsa sull'argine e il caratteristico ponticello d'attraversamento canale.
Pronti e via.
Mentre in piazza si smontano frenetici i tavoli delle iscrizioni che serviranno al grande ristoro i podisti ci mettono fiato e volontà.
Per tutti una sorpresa al terzo chilometro dove un duo di musicisti saluta i podisti suonando musica jazz e blues.
I percorsi sono gli stessi dell'anno passato e così la segnaletica, quindi pensiamo di essere tranquilli ma purtroppo, e ce ne scusiamo, commettiamo un errore di valutazione, infatti dove l'anno scorso c'era un terreno incolto quest'anno era stato tagliato il prato rivelando così una stradina e rendendo un cartello po' equivoco.
Alcuni concorrenti del percorso corto si trovano a fare una variazione di circa 700 metri allungando così la loro gara.
Niente problemi invece per il percorso lungo che scorre fluido e veloce fino alla fine.
Le fatiche di tutti terminano in piazza sotto al gonfiabile dove una moltitudine di persone colorate e allegre ritrovano gli amici di sempre e nuove persone con cui condividere la propria passione.
La Cardatletica tutta è felice del risultato e della fiducia che ci hanno accordato la quasi mille persone che hanno deciso di correre con noi.
Si può sempre migliorare e lo faremo, l'amico Davide Passeri nel suo bellissimo articolo (leggi qui) sulla gara, ci assegna un 8, imputando la perdita di due punti per 20 metri di nastro mancante, noi ci impegniamo da ora ad usarne 200 di metri in più alla CardaCrucca del 2015.

Detto questo credo che dei ringraziamenti siano d'obbligo:
Grazie ovviamente ai 979 atleti che hanno voluto stare con noi in questa giornata di festa e km.
Grazie a tutti quelli che ci hanno aiutato, prima dopo e durante la corsa.
Perché una gara che ospita così tanta gente non dura 4 ore, una gara così dura dei mesi.
Mesi nei quali la preparazione tecnica e burocratica sono una costante giornaliera e l'aiuto di tutti è indispensabile.
Grazie ai nostri sponsor e in particolare ad Eolo che ci ha aiutato a fornire 600 ricordi di questa splendida prima edizione e Brogioli Sport che è da sempre un alleato indispensabile.
Grazie ad Emanuele Angotzi per aver portato la musica sul nostro percorso.
Grazie ai fotografi presenti, Arturo Barbieri e Dario Antonini.
Grazie a Tornavento , al comune di Lonate Pozzolo e alla sua ospitalità.
Grazie alla pro-loco.

Ma soprattutto grazie al Parco del Ticino, che ci ha permesso di organizzare questa gara all'interno del suo meraviglioso territorio che è un gioiello della nostra provincia e che per noi runners è il paradiso.

TUTTI I RISULTATI

domenica 5 ottobre 2014

1a CARDACRUCCA

Grande successo alla seconda edizione della Cardacrucca (dopo l'edizione zero della passata stagione)
Il numero degli iscritti, da 619 sale a 979 podisti.
Trionfano nel percorso lungo FERDINANDO MIGNANI e SABINA AMBROSETTI
Nel percorso corto si impongono AMOS BIANCHI e ELENA BEGNIS

Qui tutte le classifiche UFFICIALI

Qui le foto di
PODISTI.NET
ANTONINI

sabato 4 ottobre 2014

600 PREISCRITTI

Raggiunti i 600 iscritti alla Cardacrucca!
Per i prossimi iscritti
 e fino a esaurimento scorte,
 sono disponibili i calzini Cardatletica!

Siamo felici di questa vostra partecipazione,
vi aspettiamo DOMANI!!!!

venerdì 3 ottobre 2014

ULTIME MAGLIE

ULTIME MAGLIE DISPONIBILI!!!!!

Raggiunti i 600 iscritti alla Cardacrucca!
saranno disponibili 
i calzini Cardatletica!
Fino ad esaurimento scorte!!!!Siamo felici di questa vostra partecipazione,
vi aspettiamo SABATO 4 OTTOBRE
 per il ritiro dei pettorali!

CARDACRUCCA SULLA PREALPINEN

A 4 giorni dall'edizione 1 della CardaCrucca esce l'articolo di presentazione sulla Prealpina, una sorpresa anche per noi!

Purtroppo nel  bellissimo articolo c'è un'imprecisione.

LE CALZE DATE OLTRE I 600 ISCRITTI NON SONO TECNICHE.


a Domenica!!!!

mercoledì 1 ottobre 2014

La parola a.... Tite Togni: Mustang Trail Race


Questo giovedì lascio la parola a Tite Togni. un'istruttrice di yoga veramente speciale, dato che è anche un'ultratrailer.

Ed ecco il suo articolo apparso nel numero di settembre 2014 di Yoga Journal, una delle più autorevoli riviste di Yoga:  “OM NELLA TERRA DESOLATA” (cliccare sul titolo per la versione in PDF).  OM è il mantra induista più familiare a noi occidentali (ne parlero’ nei prossimi post del Cardayoga), ed esprime la particolarità e il misticismo che ha pervaso questa gara.  

Tite ci racconta  il suo Mustang Trail Race, un ultratrail in Nepal di 200 km, diviso in 8 tappe di 15/30 km, con 8200 m di dislivello, a un’altitudine che varia tra i 2900 e i 4300 m di quota. Mi ha affascinato come, in questo articolo, la vita di Tite sia presentata da due angolazioni:
  • UNA TRAILER ESPERTA,  che si qualifica terza assoluta correndo il Mustang Trail Rail in 26h33' ore. Tite racconta il percorso e ce lo mostra nelle foto.
  • UNA YOGINI (termine che definisce la praticante di yoga, al maschile yogi). Vive un’esperienza  di preparazione e gara in un ambiente estremo. Trovate nell’articolo riferimenti al pranayama, la respirazione che le ha permesso di adattarsi all’altitudine, a esempi di Asana che ha fatto durante la gara per recuperare. E avrete la conferma che lo yoga è ben altro che meditazione è immobilità.
Queste due angolazioni sono possibili perchè Tite Togni è l’ideatrice del "PROGETTO YOGA X RUNNERS”, che ha come obiettivo la diffusione dello yoga nel mondo dei runner. Il metodo è lo yoga come lo ha proposto il maestro BKS Iyengar, definendolo  "meditazione in azione", e Tite aggiunge "come la corsa" (approfondirò lo Yoga Iyengar nei prossimi post!).

Ci tengo a presentare il suo progetto Yoga x Runners, proprio perché, attualmente lo Yoga per la corsa è proposto da tanti ma credo che pochi, oltre a lei,  ne abbiano le credenziali. Tite Togni è un’insegnante certificata Yoga Iyengar dal 2008, anno della sua prima maratona (ha un PB di 3h 26').  E’ nella pratica sportiva da sempre (nasce come agonista di pattinaggio artistico su ghiaccio), e conta un’esistenza in montagna da sempre per origini dolomitiche. In sintesi, Tite coniuga un serio curriculum yogico con la pratica agonista. Non c’è improvvisazione, solo esperienza personale, e nello yoga conta questo: avere vissuto la pratica per proporre cio' che è cresciuto dentro.

Tite insegna regolarmente a Milano, Brescia, Vicenza e tiene stage montani con Holimites e Mandala Trail: Inoltre, collabora con Yoga Journal, Yoga Festival, L'Altra Medicina e con la trasmissione Essere pagina  e Benessere in onda su Radio 24. Ha un suo sito web e trovate su Facebook la pagina Yoga x Runners.

Se serve dire altro, aggiungo buona lettura, e grazie Tite!