Innanzitutto, grazie! Siamo veramente felici che, a poche ore dell'evento, abbiamo la possibilità di
parlare con Lei e soprattutto di scoprire quello che ci aspetta! Grazie ancora, Presidente!
I'm sorry, stiamo attenti a usare la parola Presidente che soprattutto oggi, e soprattutto su questo blog, di Presidente ce n'è uno ed è Mr Zampini. E poi lasciamo stare, noi scandinavi siamo informali e quindi.. non sono venuto qui per parlare di titoli onorifici ma di prospettive future.
Benissimo, allora, le lascio completamente la parola! Come e quando è nato il progetto Cardatletica?
Le confesserò, non da pochissimo. Abbiamo subito tenuto d'occhio questa squadra perché sapevamo che avrebbe rappresentato una grossa sfida, e quindi volevamo essere noi i protagonisti e, anche nel nostro caso, i vincitori!
Ma è possibile avere dei dettagli?
In breve: in qualità di Amministratore Delegato IKEA, abbiamo chiaro il problema: una squadra che nasce e cresce in fretta, e quindi una grande quantità di trofei che devono avere la giusta collocazione.
Le spiego: puntiamo a ideare un concept di scaffale che sia in grado di descrivere nel tempo i successi della squadra.
In poche parole: adesso c'è il Trofeo Peppino Castiglioni che resterà alla squadra date le due vittorie consecutive:va valorizzato e messo in risalto. Al tempo stesso, è chiaro che ve ne saranno altri di equivalente importanza, quindi non basta piazzarlo in evidenza.
E quindi: serve uno scaffale che sia a sé ma che, al tempo stesso, sia anche parte di un modulo che sia in grado di raccontare la storia della squadra. Un po' come il lettino che cresce con il bambino, un nostro cavallo di battaglia. Stiamo quindi pensando a un mobile a mensole che cresca con la squadra! Devo parlare con la vice presidente Mrs Visentini, perchè contatteremo lei per trattare nei dettagli.
Grazie presidente, non le faccio perdere altro tempo. Per concludere, può riassumere in una frase l'obiettivo di Ikea per Cardatletica?
Abbiamo già attivato i migliori creativi perchè volevamo un claim che fosse impattante. E posso dirvi con orgoglio che noi potremo "Assemblare il futuro di Cardatletica"!
Complimenti ancora ragazzi!
mercoledì 3 giugno 2015
giovedì 28 maggio 2015
Il primo Chakra: le nostre radici (e i nostri piedi...)
Ma com'è fatto un chakra? Andiamo per ordine, e quindi partiamo dal primo! Sono sette centri di energia dinamica collocati lungo la spina dorsale, e hanno ognuno un "ruolo specifico", andando così a incidere su emozioni, comportamenti, aspetti fisici. E' interessante la corrispondenza che hanno con il sistema endocrino, e infatti ognuno di loro corrisponde a una ghiandola o a un plesso dei nervi.
MULADARA
Il suo nome in sanscrito significa "radice", ed è collocato alla base della spina dorsale. E' di colore rosso. Dal punto di vista simbolico, rappresenta il radicamento, il contatto con la nostra vita quotidiana e le abitudini. Un po' come un organo di senso si occupa di vista o di udito, il primo chakra "sovrintende" il nostro appartenere e il nostro avere radici. In una famiglia, in un luogo, in una squadra! L'appartenenza è essenziale per un essere umano, perchè siamo animali di branco e abbiamo bisogno di una comunità che ci sostenga e ci rappresenta. E questo ci porta sicurezza, solidità e capacità di avere costanza.
Dal punto di vista fisico, il primo chakra è collocato nell'area dell'ano e dell'intestino crasso. Quindi, sovraitende le funzioni di eliminazione, e simbolicamente indica il ridare alla terra quello che gli abbiamo preso. Al primo chakra sono legati anche gli arti inferiori, proprio le nostre gambe e i nostri piedi, le ginocchia... ovvero quei pezzi di noi che ci permettono di correre. Non a caso, è legato alle ghiandole surrenali, alla produzione di adrenalina... e credo di avere detto tutto!
Con la corsa, possiamo dire di rendere ben attivo e presente questo chakra, ed è un aspetto importante, perchè è il primo e fa da sostegno agli altri. La mia riflessione, è che spesso lo stimoliamo troppo, e questo porta non solo a squilibri nel fisico (e nei suddetti arti inferiori) ma anche a squilibri di tipo psicologico, per cui ci sottoponiamo a sforzi eccessivi, agiamo con rabbia o frustrazione. Cosa fare? Un primo passo è riprendere Shavasana, con una buona respirazione addominale lunga, lenta e profonda. Un modo di ridare il giusto ritmo anche a questa parte profonda di noi. Importante perchè rappresenta la nostra "strumentazione" da corsa e perchè è la base che sostiene tutto!
Chiudo con il saluto del Kundalini Yoga, un mantra che significa "vera identità".... Perchè chi corre lo fa anche per ritrovare il suo vero modo di essere! E quindi.. Sat Nam!
martedì 26 maggio 2015
l'intervista ricambiata: Susanna Cesarini
(....continua dall'intervista precedente a Piero Fortunato, che ha chiuso le sue risposte facendomi delle domande.. e da li ripartiamo!)
Ora però mi piacerebbe provare ad invertire le parti. Tu hai intervistato un po’ tutti in Cardatletica… ma chi è Libel?
Ora però mi piacerebbe provare ad invertire le parti. Tu hai intervistato un po’ tutti in Cardatletica… ma chi è Libel?
Libel è il mio nick sportivo! E' nato nel 2000, durante un corso di arrampicata al Terminillo. Ero scarsa a salire, ma impeccabile a scendere dalla parete, e fui definita leggera come una libellula. Da qui arrivò Libbé in romanesco.. e quindi fu trasformato nel più elegante Libel...
Tu corri?
Diciamo che sto riprendendo.... In generale adoro gli sport di resistenza. Mi piace essere da sola, non preoccuparmi della relazione/reazione altrui e costruire i miei progressi con il fisico e con la mente. E mi piace l'incognita di una gara lunga, di cui non è scontato che passerai il traguardo, e dove la sfida è gestire le forze e costruire un risultato.
Tu corri?
Diciamo che sto riprendendo.... In generale adoro gli sport di resistenza. Mi piace essere da sola, non preoccuparmi della relazione/reazione altrui e costruire i miei progressi con il fisico e con la mente. E mi piace l'incognita di una gara lunga, di cui non è scontato che passerai il traguardo, e dove la sfida è gestire le forze e costruire un risultato.
Da sempre vado in montagna, escursionismo. MTB e sci di fondo. Ho iniziato a "usare le gare" da un decennio, come motivazione per un allenamento regolare, dato che pratico la vita spericolata di una libera professionista che viaggia e non ha orari.
Ho iniziato a gareggiare facendo due volte la Marcialonga, la gara più importante d'Italia per lo sci di fondo, 70 km in Trentino. Poi vivendo a Roma ho dovuto ripensarci alla neve... e quindi sono passata alle gare di corsa!
Hai corso?
Ho iniziato a gareggiare dal 2006, facendo soprattutto trail di 20/25 km tra Lazio e Abruzzo. Un approccio molto 'all'amatriciana": pochissimo allenamento, tanto divertimento con gli amici. Durante la settimana, corse lungo la ciclabile del Tevere e nei parchi di Roma. Poi, quasi per scherzo, nel 2009 ho fatto la maratona di Firenze, senza nessuna preparazione. Ne è uscito un 4,33 h (all'arrivo ho pianto dalla felicità), ed è nata la voglia di vedere che effetto avrebbe fatto un allenamento specifico. E nel 2011 ho osato puntare al PB. Ho scelto la maratona di Berlino, ed è arrivato un 4.06 h, inatteso per i miei 51 anni. E dal passaggio sotto la porta di Brandeburgo si è aperta una nuova strada, verso un sogno: la maratona di Boston, l'unica dove il pettorale si guadagna sul campo e il tempo qualificativo per una donna over 50 anni era 4 ore.
Ho iniziato ad allenarmi con entusiasmo e.... quindi Padova 2012, quando il mio cronometro ha segnato 3,47 h. Iscrizione a Boston, entusiamo, progetti.... e. in febbraio 2013 il muro: lo stop per metatarsalgia. Persa Boston, persi due anni di lavoro, perso il sogno.
Ho iniziato a gareggiare facendo due volte la Marcialonga, la gara più importante d'Italia per lo sci di fondo, 70 km in Trentino. Poi vivendo a Roma ho dovuto ripensarci alla neve... e quindi sono passata alle gare di corsa!
Hai corso?
Ho iniziato a gareggiare dal 2006, facendo soprattutto trail di 20/25 km tra Lazio e Abruzzo. Un approccio molto 'all'amatriciana": pochissimo allenamento, tanto divertimento con gli amici. Durante la settimana, corse lungo la ciclabile del Tevere e nei parchi di Roma. Poi, quasi per scherzo, nel 2009 ho fatto la maratona di Firenze, senza nessuna preparazione. Ne è uscito un 4,33 h (all'arrivo ho pianto dalla felicità), ed è nata la voglia di vedere che effetto avrebbe fatto un allenamento specifico. E nel 2011 ho osato puntare al PB. Ho scelto la maratona di Berlino, ed è arrivato un 4.06 h, inatteso per i miei 51 anni. E dal passaggio sotto la porta di Brandeburgo si è aperta una nuova strada, verso un sogno: la maratona di Boston, l'unica dove il pettorale si guadagna sul campo e il tempo qualificativo per una donna over 50 anni era 4 ore.
Ho iniziato ad allenarmi con entusiasmo e.... quindi Padova 2012, quando il mio cronometro ha segnato 3,47 h. Iscrizione a Boston, entusiamo, progetti.... e. in febbraio 2013 il muro: lo stop per metatarsalgia. Persa Boston, persi due anni di lavoro, perso il sogno.
Per la rabbia mi sono riconvertita, potevo solo nuotare e ho puntato alla Travercorta, 5 km di nuoto nel lago d'Orta. Ho preso lezioni di nuoto (non sapevo fare lo stile libero), mi sono comprata una muta e l'ho fatta. Meravigliosa, e non sono arrivata neanche ultima! Inoltre, questa gara è stata la prima in cui Daniele mi ha aspettato al traguardo. Poi.... poi il resto è stato in salita, e senza mai vedere la vetta. La metarsalgia è stata curata male, plantari sbagliati, diagnosi imprecise... Credo di non aver rinunciato a correre solo perchè ho intorno a me ho solo runner.. E poi grazie allo yoga, che ha sostituto l'impegno fisico, e mi ha fatto trovare nuovi obiettivi
Perché alla Cardatletica?
Cardatletica, what else? Mi sono iscritta insieme a Daniele, sapendo che mi sarei trasferita nel Varesotto, ho iniziato con la squadra. Col senno di poi sono felicissima della scelta, mi piace l'entusiasmo che "circola" nei cardatleti e la voglia di fare sempre meglio, di sfidarsi a fare cose nuove e diverse. E poi ho trovato carta bianca per le mie proposte e questa è una cosa rara e bellissima. Quando ho ricevuto la felpa meritoria mi sono veramente commossa. (glisso sul legame d'amicizia con la Visentini e la Zampini family, penso che ci saremmo frequentati anche senza squadra di mezzo!)
Quali sono i tuoi progetti?
Correre!! Ho in sospeso almeno le maratone di Valencia, Reggio Emilia, Tromso, e forse Chicago. Non ho fretta, so che la vita sportiva è data dalla costruzione inesorabile di obiettivi.
Per ora le mie energie sono sul completare il corso di yoga, che mi richiede una pratica quotidiana intensa e mi lascia pochissimo per correre. E' una nuova finestra quasi inattesa, fondamentale lo zampino di Daniele nell'aprirla. Io pratico yoga da 30 anni ma è sempre stata una cosa mia... da lui è nato lo stimolo di dedicare lo yoga agli altri., per passare benessere a tutti i livelli. E il mio nome spirituale "Seva Simran" (si, n'altro nome....) significa "servire gli altri in connessione col divino".. quindi l'altro progetto è mettere lo yoga al servizio di chi corre.
E poi ci sono progetti di corsa con Daniele: ci abbiamo preso gusto a correre insieme, dopo l'Archerun in Abruzzo, la prossima tappa sarà l'Ecomaratona del Chianti.
Un dettaglio finale: Boston 2013, è stata l'edizione dell'attentato. Mio figlio mi ha sempre accompagnata alle mie maratona all'estero. Se fossi andata, come le altre volte, mio figlio sarebbe stato al traguardo, e proprio nel momento dello scoppio. Non so se il mio infortunio ha salvato me, lui o entrambi. Di sicuro mi ha fatto riflettere su come ogni cosa vada guardata da un'ottica allargata e non solo pensando alle conseguenze del momento....
Perché alla Cardatletica?
Cardatletica, what else? Mi sono iscritta insieme a Daniele, sapendo che mi sarei trasferita nel Varesotto, ho iniziato con la squadra. Col senno di poi sono felicissima della scelta, mi piace l'entusiasmo che "circola" nei cardatleti e la voglia di fare sempre meglio, di sfidarsi a fare cose nuove e diverse. E poi ho trovato carta bianca per le mie proposte e questa è una cosa rara e bellissima. Quando ho ricevuto la felpa meritoria mi sono veramente commossa. (glisso sul legame d'amicizia con la Visentini e la Zampini family, penso che ci saremmo frequentati anche senza squadra di mezzo!)
Quali sono i tuoi progetti?
Per ora le mie energie sono sul completare il corso di yoga, che mi richiede una pratica quotidiana intensa e mi lascia pochissimo per correre. E' una nuova finestra quasi inattesa, fondamentale lo zampino di Daniele nell'aprirla. Io pratico yoga da 30 anni ma è sempre stata una cosa mia... da lui è nato lo stimolo di dedicare lo yoga agli altri., per passare benessere a tutti i livelli. E il mio nome spirituale "Seva Simran" (si, n'altro nome....) significa "servire gli altri in connessione col divino".. quindi l'altro progetto è mettere lo yoga al servizio di chi corre.
E poi ci sono progetti di corsa con Daniele: ci abbiamo preso gusto a correre insieme, dopo l'Archerun in Abruzzo, la prossima tappa sarà l'Ecomaratona del Chianti.
Un dettaglio finale: Boston 2013, è stata l'edizione dell'attentato. Mio figlio mi ha sempre accompagnata alle mie maratona all'estero. Se fossi andata, come le altre volte, mio figlio sarebbe stato al traguardo, e proprio nel momento dello scoppio. Non so se il mio infortunio ha salvato me, lui o entrambi. Di sicuro mi ha fatto riflettere su come ogni cosa vada guardata da un'ottica allargata e non solo pensando alle conseguenze del momento....
giovedì 21 maggio 2015
Finalmente, Piero Fortunato!
Allora, Pietro, finalmente! Cominciamo dall’inizio…
…si allora…era una fresca giornata di mezzo autunno del 1970…
Intendevo inizio dal punto di vista podistico: perché corri?
Non mi ritengo un corridore! Con i miei tempi sono un corridore mediocre! In realtà ho cominciato a correre quando ho visto che la pancia cominciava a farsi vedere
Quindi da quanto tempo?
Otto anni
E i risultati si vedono..
Diciamo che non gli ho dato la possibilità di farsi vedere
Perché alla Cardatletica?
Sono qui per i bambini e i ragazzi; mi è subito interessato il progetto che avevano in mente Enea, Stefania e Omar
Perciò quando sei venuto a conoscenza della nascita di una nuova società…
Come corridore la nascita di una nuova società non mi interessava, ma venuto a conoscenza del progetto mi sono subito messo a disposizione di questi ragazzi, che da semplici conoscenti sono diventati degli amici. Sono cardanese e ho tre figlie
Di quanti anni?
16, 13 e 7
E loro corrono?
Piccola e media si, la grande è molto impegnata in altre attività. Sono abituate a frequentare le palestre del paese perché praticano o hanno praticato altri sport
Quali altri sport?
Pattinaggio, pallavolo, danza…Avere la possibilità di far fare atletica ai bambini di Cardano nelle nostre palestre è stata la cosa che mi ha attirato maggiormente
E pensando alle tue corse?
Il mio primo anno è stato un viaggio ideale. Ho cominciato con i 60 metri per passare nel giro di qualche mese a correre la maratona: il percorso che in proiezione mi auguravo e mi auguro possa compiere questa società.
Che bello! Poi hai continuato?
Ho fatto un’altra maratona a Vienna, qualche mezza e quel che capita. So di detenere il record sociale assoluto non omologato di lancio del vortex. Mi alleno poco ma quest’anno da SM45 sto vivendo una nuova giovinezza che mi ha portato a migliorare i miei PB
Prossimi progetti?
Solo ragazzi. Sto facendo il corso da istruttore federale e comincio ad affiancare Enea negli allenamenti
Vai a correre con le tue figlie?
Purtroppo siamo super-impegnati…ma andiamo insieme agli allenamenti in palestra o in pista. La cosa più bella è vedere i gruppi dei nostri ragazzi crescere e quel che conta di più è la loro crescita e il loro affiatamento. L’emozione più grande non sono le gare ma vederli giocare e divertirsi. Per questo dobbiamo ringraziare Enea e Luca e spero fra poco anche il sottoscritto.
Ora però mi piacerebbe provare ad invertire le parti. Tu hai intervistato un po’ tutti in Cardatletica…ma chi è Libel? Tu corri? Hai corso? Perché alla Cardatletica? Quali sono i tuoi progetti? In attesa delle risposte penso di poterti ringraziare a nome di tutta la Cardatletica per quello che fai.
(questa si che è una chiusura sorprendente! Posso solo dire "sfida accettata"!)
…si allora…era una fresca giornata di mezzo autunno del 1970…Intendevo inizio dal punto di vista podistico: perché corri?
Non mi ritengo un corridore! Con i miei tempi sono un corridore mediocre! In realtà ho cominciato a correre quando ho visto che la pancia cominciava a farsi vedere
Quindi da quanto tempo?
Otto anni
E i risultati si vedono..
Diciamo che non gli ho dato la possibilità di farsi vedere
Perché alla Cardatletica?
Sono qui per i bambini e i ragazzi; mi è subito interessato il progetto che avevano in mente Enea, Stefania e Omar
Perciò quando sei venuto a conoscenza della nascita di una nuova società…
Come corridore la nascita di una nuova società non mi interessava, ma venuto a conoscenza del progetto mi sono subito messo a disposizione di questi ragazzi, che da semplici conoscenti sono diventati degli amici. Sono cardanese e ho tre figlieDi quanti anni?
16, 13 e 7
E loro corrono?
Piccola e media si, la grande è molto impegnata in altre attività. Sono abituate a frequentare le palestre del paese perché praticano o hanno praticato altri sport
Quali altri sport?
Pattinaggio, pallavolo, danza…Avere la possibilità di far fare atletica ai bambini di Cardano nelle nostre palestre è stata la cosa che mi ha attirato maggiormente
E pensando alle tue corse?
![]() |
Esordio della Cardatletica alle
competizioni (Campaccio 2013)
|
Che bello! Poi hai continuato?
Ho fatto un’altra maratona a Vienna, qualche mezza e quel che capita. So di detenere il record sociale assoluto non omologato di lancio del vortex. Mi alleno poco ma quest’anno da SM45 sto vivendo una nuova giovinezza che mi ha portato a migliorare i miei PB
Prossimi progetti?
Solo ragazzi. Sto facendo il corso da istruttore federale e comincio ad affiancare Enea negli allenamenti
![]() |
Esordio dei nostri ragazzi alle gare
(arena Milano)
|
Purtroppo siamo super-impegnati…ma andiamo insieme agli allenamenti in palestra o in pista. La cosa più bella è vedere i gruppi dei nostri ragazzi crescere e quel che conta di più è la loro crescita e il loro affiatamento. L’emozione più grande non sono le gare ma vederli giocare e divertirsi. Per questo dobbiamo ringraziare Enea e Luca e spero fra poco anche il sottoscritto.
Ora però mi piacerebbe provare ad invertire le parti. Tu hai intervistato un po’ tutti in Cardatletica…ma chi è Libel? Tu corri? Hai corso? Perché alla Cardatletica? Quali sono i tuoi progetti? In attesa delle risposte penso di poterti ringraziare a nome di tutta la Cardatletica per quello che fai.
(questa si che è una chiusura sorprendente! Posso solo dire "sfida accettata"!)
venerdì 15 maggio 2015
RUN FOR PARKINSON'S CARDANO - PENSIERI
E' stata una settimana ricca di emozioni quella passata, una settimana convulsa, concentrata, con poco tempo a disposizione (vuoi la pioggia torrenziale di venerdì scorso che non ci ha permesso di segnare il percorso), ma la forza del nostro gruppo, ci ha permesso di riuscire ad organizzare la 1a Run For Parkinson's Cardano al meglio. Quindi un ringraziamento in primis a tutti i nostri soci e amici che si sono prodigati nella realizzazione del percorso, nella segnalazione in gara, nel ristoro, nel servizio scopa e un altrettanto grande ringraziamento agli sponsor e a tutti i Runners che hanno deciso di trascorrere un sabato pomeriggio insolito in nostra compagnia.
Un doveroso ringraziamento a Lidia, che ha creduto fortemente in questo progetto, agli amici del WoodinStock e all'ASPI di Cassano Magnago che ci hanno aiutato nella buona riuscita della manifestazione (i secondi) e deliziato per tutta la durata della manifestazione, dalle 17 alle 24 (i primi).
E stato qualcosa di nuovo, in certi versi di elettrizzante: partire per la gara con un "Personal Jesus" accompagnato dalla chitarra elettrica non è da tutti; però speriamo (noi ci crediamo) che questo tipo di manifestazione, che unisce sport, musica e solidarietà, abbia un'incidenza sempre maggiore e riesca a fare breccia nel cuore dei Cardanesi e in tutti i runners della provincia e oltre.
Noi continueremo, non ci fermeremo mai (siamo abbastanza testoni). Ora la parola a Lidia, che ci ha inoltrato un messaggio che, nel nostro piccolo, ci ha fatto un immenso piacere.
Buon giorno a tutti
Il Coordinatore globale nonchè ideatore della RUN for PARKINSON'S, mi ha chiesto di inoltrarVi questo messaggio :
************************
Per ASD Cardatletica,
e per conoscenza al Comune di Cardano al Campo
Desidero ringraziarVi personalmente per avere organizzato per conto della Associazione Parkinson Insubria sezione di Cassano, la RUN FOR PARKINSON'S dello scorso 9 Maggio 2015.
Sono stato lieto di apprendere che la Vs. Associazione sportiva ha appositamente creato l'evento ex novo e si è fatta interamente carico di tutti gli aspetti organizzativi della manifestazione, sia per la parte tecnica, che burocratica , oltretutto devolvendo il ricavato dell'evento, all'Associazione Parkinson suddetta.
Si trattava di un progetto pilota, che grazie a voi, ha già prodotto ottimi risultati e centrato in pieno tutti gli obiettivi.
Grazie anche al Comune di Cardano al Campo ed in particolare all'Assessore dei Servizi Sociali, che ha supportato l'evento, contribuendo anche a conferire allo stesso la massima visibilità mediatica.
Questa RUN FOR PARKINSON'S di Cardano al Campo è uno splendido esempio di come lo sport possa sostenere il mondo solidale.
Alla A.S.D. CARDATLETICA va tutta la mia stima e gratitudine
Run for Parkinson’s
Global Coordination Team
R4PFirmaCorreoOPWPC2016
Twitter: @RunForParkinson
Facebook: https://www.facebook.com/CorreParkinson
Website: http://run4parkinson.org/
Foto by ARTURO BARBIERI
Buon giorno a tutti
Il Coordinatore globale nonchè ideatore della RUN for PARKINSON'S, mi ha chiesto di inoltrarVi questo messaggio :
************************
Per ASD Cardatletica,
e per conoscenza al Comune di Cardano al Campo
Desidero ringraziarVi personalmente per avere organizzato per conto della Associazione Parkinson Insubria sezione di Cassano, la RUN FOR PARKINSON'S dello scorso 9 Maggio 2015.
Sono stato lieto di apprendere che la Vs. Associazione sportiva ha appositamente creato l'evento ex novo e si è fatta interamente carico di tutti gli aspetti organizzativi della manifestazione, sia per la parte tecnica, che burocratica , oltretutto devolvendo il ricavato dell'evento, all'Associazione Parkinson suddetta.
Si trattava di un progetto pilota, che grazie a voi, ha già prodotto ottimi risultati e centrato in pieno tutti gli obiettivi.
Grazie anche al Comune di Cardano al Campo ed in particolare all'Assessore dei Servizi Sociali, che ha supportato l'evento, contribuendo anche a conferire allo stesso la massima visibilità mediatica.
Questa RUN FOR PARKINSON'S di Cardano al Campo è uno splendido esempio di come lo sport possa sostenere il mondo solidale.
Alla A.S.D. CARDATLETICA va tutta la mia stima e gratitudine
Fulvio Capitanio
Run for Parkinson’s
Global Coordination Team
R4PFirmaCorreoOPWPC2016
Twitter: @RunForParkinson
Facebook: https://www.facebook.com/CorreParkinson
Website: http://run4parkinson.org/
giovedì 23 aprile 2015
I Chakra, ruote dentro di noi
In quanto runner siamo abituati a sentire parlare di anatomia. Possiamo disquisire di vertebre, capacità polmonare, muscolatura femorali, metatarsi, tendine d'Achille. Siamo tra i pochi che sanno dove sta l'ileo psoas (maledetto!!) e cosa sia il trocantere. Purtroppo non è una conoscenza solo teorica, spesso queste parti si mostrano in tutto il loro essere, creandoci problemi proprio rispetto alla nostra pratica sportiva.
Questa visione orientale ha un'importante conseguenza, ovvero che si può intervenire sulla realtà fisica come su quella sottile. Che si può agire non solo con un massaggio decontratturante sul muscolo infortunato, ma si può anche agire su una mente spaventata dal dubbio che non guarisca. Come? Andando a lavorare sugli organi propri del sistema anatomico sottile, ad esempio sui CHAKRA.
In sancrito questo termine vuol dire "ruota", e infatti, i chakra sono una rappresentazione di sette centri di energia dinamica che abbiamo idealmente nel nostro corpo, lungo l'asse della spina dorsale.
L'anatomia è la lettura del corpo, centrata sui suoi sistemi e organi tangibili, di cui si ha una percezione immediata. Se ci affacciamo ad Oriente, scopriamo che alla nostra visione anatomica se ne affianca un'altra, definita "anatomia sottile", perché riguarda aspetti intangibili del nostro essere, e si occupa di energia e coscienza.
Da un certo punto di vista, è come se anche l'anima avesse una sua struttura, con organi e funzioni. E, come ben sappiamo, la nostra parte invisibile, fatta di mente, di emozioni, di spirito, ha un grande impatto su di noi. Solitamente la frase "la testa non c'era, anche se ero allenato" chiude un'esperienza non soddisfacente di gara.
Da un certo punto di vista, è come se anche l'anima avesse una sua struttura, con organi e funzioni. E, come ben sappiamo, la nostra parte invisibile, fatta di mente, di emozioni, di spirito, ha un grande impatto su di noi. Solitamente la frase "la testa non c'era, anche se ero allenato" chiude un'esperienza non soddisfacente di gara.
Questa visione orientale ha un'importante conseguenza, ovvero che si può intervenire sulla realtà fisica come su quella sottile. Che si può agire non solo con un massaggio decontratturante sul muscolo infortunato, ma si può anche agire su una mente spaventata dal dubbio che non guarisca. Come? Andando a lavorare sugli organi propri del sistema anatomico sottile, ad esempio sui CHAKRA. In sancrito questo termine vuol dire "ruota", e infatti, i chakra sono una rappresentazione di sette centri di energia dinamica che abbiamo idealmente nel nostro corpo, lungo l'asse della spina dorsale.
I chakra influiscono sulle nostre percezioni, sui nostri sentimenti e sulle nostre scelte, sul nostro modo di pensare e sulle energie che abbiamo. Ognuno dei sette ha una sua "specializzazione", e si occupa di un'area del nostro essere, quasi fosse un organo di senso, che si occupa di amare, di comunicare, di appartenere.
I Chakra sono organi "sottili", ovvero invisibili, ma, al tempo stesso, nonostante questa loro matrice "mistica", corrispondono ad aree del sistema endocrino oppure ai plessi dei nervi del corpo fisico. Hanno quindi una stretta correlazione con l'anatomia che conosciamo. E quindi, pensare in termini di lavoro sui chakra, può darci interessanti spunti di riflessione per migliorare la nostra condizione fisica e anche il nostro correre.
Infatti, con la pratica yoga si può agire sul chakra, e renderli più funzionali. Su questo blog ve ne presentero' uno alla volta, con esercizi e asana specifiche. E magari potranno essere una chance in più nei nostri obiettivi sportivi!
PS per questo post ho fatto riferimento al manuale "L'insegnante nell'Era dell'Acquario" e allo splendido "Gli Otto Talenti"
giovedì 16 aprile 2015
Stretch Pose con respiro di fuoco!
Nel post precedente vi ho presentato la delizia dello Yoga Kundalini, ovvero STRETCH POSE! Un bel lavoraccio vero? E pensate che si consiglia di praticarla appena svegli, per qualche minuto....
E non è finita qui! Per essere completo, questa posizione va fatta con una particolare respirazione, perchè la pratica dello yoga include anche il Pranayama, di cui ho parlato tempo fa: IL RESPIRO DI FUOCO
Si tratta di un ciclo continuo di respirazione, fatta solo dal naso, in modo rapido e intenso.
Mentre si inspira si "gonfia" la zona attorno all'ombelico, mentre si espira si contrae la zona attorno all'ombelico.
L'effetto è di "una sorta di stantuffo", fatto con la pancia, in modo ritmico e regolare.
Infatti, il ritmo è sincronizzato con la fase di ispirazione e quella di espirazione, che sono sempre di uguale durata e continua, senza pause. Il ritmo dovrebbe essere di uno/due cicli di respiro (inspirazione+ espirazione) al secondo, quindi ben veloce
Non è assolutamente un'iperventilazione! E' un respirare ritmico e consapevole, con il resto del corpo fermo e leggero, non contratto (se non per i muscoli che stanno lavorando nella posa).
Le prime prove si possono fare stando sdraiati o in piedi, e subito si sente il lavoro degli addominali. Il Respiro di Fuoco è ben di più, è una pratica di purificazione che lavora sullo smaltimento delle tossine, disintossica, aumentando energia e vitalità. Trattandosi di un lavoro di respirazione, aumenta la capacità polmonare.
Vi propongo questo video che, al di là delle spiegazioni in inglese, ben trasmette il senso dell'impegno e dell'energia. All'inizio si possono fare prove moooolto lente, per pochi secondi. Con la pratica si arriva ad allungare il tempo e sentirne i benefici.
E quindi, infine, si puo' combinare Stretch Pose col Respiro di Fuoco.... non usciranno fiamme come nella foto ma che questo lavoro dia ottimi frutti, ecco, potrei metterci la mano sul fuoco!!
E non è finita qui! Per essere completo, questa posizione va fatta con una particolare respirazione, perchè la pratica dello yoga include anche il Pranayama, di cui ho parlato tempo fa: IL RESPIRO DI FUOCO
Si tratta di un ciclo continuo di respirazione, fatta solo dal naso, in modo rapido e intenso.
Mentre si inspira si "gonfia" la zona attorno all'ombelico, mentre si espira si contrae la zona attorno all'ombelico.
L'effetto è di "una sorta di stantuffo", fatto con la pancia, in modo ritmico e regolare.
Infatti, il ritmo è sincronizzato con la fase di ispirazione e quella di espirazione, che sono sempre di uguale durata e continua, senza pause. Il ritmo dovrebbe essere di uno/due cicli di respiro (inspirazione+ espirazione) al secondo, quindi ben veloce
Non è assolutamente un'iperventilazione! E' un respirare ritmico e consapevole, con il resto del corpo fermo e leggero, non contratto (se non per i muscoli che stanno lavorando nella posa).
Le prime prove si possono fare stando sdraiati o in piedi, e subito si sente il lavoro degli addominali. Il Respiro di Fuoco è ben di più, è una pratica di purificazione che lavora sullo smaltimento delle tossine, disintossica, aumentando energia e vitalità. Trattandosi di un lavoro di respirazione, aumenta la capacità polmonare.
Vi propongo questo video che, al di là delle spiegazioni in inglese, ben trasmette il senso dell'impegno e dell'energia. All'inizio si possono fare prove moooolto lente, per pochi secondi. Con la pratica si arriva ad allungare il tempo e sentirne i benefici.
E quindi, infine, si puo' combinare Stretch Pose col Respiro di Fuoco.... non usciranno fiamme come nella foto ma che questo lavoro dia ottimi frutti, ecco, potrei metterci la mano sul fuoco!!
venerdì 10 aprile 2015
Cardatletica per Run for Parkinson's!

Oggi vi presento Lidia Sbalchiero, una presenza fissa alle nostre gare, adesso promotrice della RUN FOR PARKINSON'S. che, il 9 maggio 2015, vedrà la Cardatletica impegnata nella sua organizzazione.
Lidia, adesso ti vogliamo conoscere, soprattutto come sportiva!
Sono in realtà una ex runner perchè non posso più correre come vorrei. Amo la corsa, perchè quando corro sono felice. A me la corsa porta consiglio. E' una sorta di meditazione vera e propria e un modo di estraniarsi dal resto. Purtroppo, l'ho scoperta tardi.. Ho iniziato a fare sport verso i 30 anni, ma ho scoperto la corsa solo parecchi anni dopo.
Poi è arrivata la diagnosi di Parkinson...
..i miei movimenti hanno iniziato diventare sempre più lenti, la mia scrittura diventava sempre più piccola e la sensazione angosciante di avere i piedi come ''incollati' al pavimento. All'alba del 23 luglio 2010, arrivò la diagnosi : Parkinson.
Come si vive con il Parkinson?
Quando colpisce una fascia d'età come la mia, in molti casi, ci si vergogna di averlo. Io stessa ho nascosto tante volte le mani dietro la schiena, non volevo che gli altri si accorgessero che io tremavo. Ci si sente osservati e fortemente a disagio.... se poi ci si emoziona, il tremore aumenta in modo esponenziale.. Ci si chiude in se stessi, con il cuore divorato dalla paura del futuro e dall'ansia, che io chiamavo 'incudine sullo stomaco''.. E poi la depressione, perchè la mancanza di dopamina va ad agire anche sull'umore, col risultato di essere perennemente arrrabbiati col mondo e ci si isola, alzando delle vere e proprie barriere. Nonostante questo però, viene anche voglia di confrontarsi con altri malati. per capire se le sensazioni sono le medesime e tanto altro. Il fatto è che esistono circa una trentina di tipi di Parkinson, ognuno diverso dall'altro e con una evoluzione diversa. Facebook in questo caso mi ha molto aiutato, dandomi la possibilità di avere notizie sugli altri, senza espormi. Poi, un giorno ho finalmente avuto il coraggio di scrivere su Google la parola che non riuscivo neppure a pronunciare, 'Parkinson' ,e mi è apparsa la foto di Luca Guenna, con in calce il motto VINCO IO' Questo slogan ha avuto su di me l'effetto di un lampo nel buio: ho capito che lui era sulla mia strada.
Parlaci di lui!
Luca ha il Parkinson da qualche anno piu di me e, oltre alle cure consuete, ha una sua medicina,
cioè la musica. Ha una voce spettacolare che ha scoperto grazie al Parkinson, e canta tutto il repertorio di Elvis Presley e non solo... Ha iniziato a proporsi nei locali e formato una band. La sua storia di coraggio e passione per la musica ha fatto sì che si raccogliesse intorno a lui un certo numero di musicisti. Fu così che, quattro anni fa. tra una serata e l'altra si pensò di creare un festival rock ispirato a Woodstock. Il nome venne trasformato in WOODinSTOCK, che significa 'legna in magazzino' e cioè fare insieme qualcosa di importante. Bisognava individuare una location adeguata e la scelta cadde sul bellissimo al parco Berrini di Ternate. La prima edizione di WOODinSTOCK venne organizzata a tempo di record, tipo 4 mesi.
Chi partecipa a questo Festival, artisti col Parkinson?
Si propongono band di buon livello, ma anche arte e molto altro. . io lo chiamo il 'mio paese delle meraviglie'.E' un festival a scopo benefico che raccoglie i fondi per la lotta al Parkinson e si rivolge a tutti, indistintamente. '. Comunque, se vai sul nostro sito trovi tutte le informazioni Quest'anno le date sono il 9,10,11,12 luglio sempre a Ternate
Adesso arrivamo alla Run for Parkison's!Quando ami qualcosa in modo viscerale cerchi di restargli legata in qualche modo, cosi quando ho saputo dell'esistenza dellla Run for Parkison's, una corsa con lo scopo di sensibilizzare e raccogliere fondi per la lotta alla Malattia, mi ci sono buttata anima e corpo. Ho contattato subito la Responsabile per l'Italia e poi colui che ha ideato la Run for Parkinson ; Fulvio Capitanio, membro del World Parkinson Congress. Devi sapere che si tratta di una gara 'globale' e che si corre in 100 città in tutto il mondo (30 in Italia) con oltre 60.000 partecipanti.. Si tratta insomma dell'evento più importante in termini di partecipazione affluenza e risonanza, che riunisce la Comunità di Parkinson di tutto il mondo. Una volta ottenuto il permesso, ho dovuto comunicare il luogo dell'evento e coincidenza vuole che il Parco Berrini sia a ridosso di una splendida pista ciclo-pedonabile, che fa il il giro del Lago di Comabbio. E' stato come chiudere un cerchio, ricomporre un puzzle....
Io però volevo una grande RUN, con tanta gente, Non mi bastavano l 200 , 250 persone. E allora ho chiamato il mondo dei runner e mi hanno risposto in tanti : e sono arrivate in 440! E spero che quest'anno il numero sia ancora più consistente
Tu continui a correre?
Si, continuo. Alla Corricardano ho impiegato 28 min per 4 km e 200m. Avrei dovuto camminare, ma è troppo difficile resistere alla tentazione di correre. Comunque, è molto importante far passare il mesaggiio ai malati di Parkinson, che muoversi, fare sport anche nei limiti delle proprie posibilità è fondamentale, quanto le medicine, So che non è facile e non tutti i neurologi sottolineano a sufficienza l'importanza di questo aspetto.
E quindi l'edizione di quest'anno che vede la Cardatletica impegnata?
Quest'anno saranno 30 le città italiane ad ospitare la Run for Parkison in Italia. e Cardano al Campo sarà una di queste. Siccome le Associazioni Parkinson hanno qualche difficoltà a gestire una corsa, l'ideale è appoggiarsi ad una Società Sportiva per l'organizzazione. Ho chiesto alla Cardatletica, che ha accettato e quindi ho messo in contatto Enea Zampini con l'associazione Parkinson di Cassano Magnago, cui avevo proposto di farsi supportare per l'organizzazione della corsa. Quindi ci saranno due grosse Run for Parkinson, una a Cardano il 9 di maggio e un'altra il 12 luglio in concomitanza con Woodinstock. E proprio perchè dove andiamo portiamo musica, Stefania Visentini ha avuto la splendida idea di fare quella di Cardano in serale. E noi di WOODinSTOCK saremo all'arrivo, con le note di Luca Guenna.
Grazie Lidia, è stato veramente emozionante parlare con te!
Per concludere, voglio dire che, oltre alla corsa, amo la poesia. Perchè il Parkison sviluppa una parte del cervello che da l'inclinazione all'arte. E per questo ho scritto una poesia che si intitola "Corri" e che recitato in questo video, dove troverete anche immagini della vostra gara!
Vi abbraccio e vi aspetto tutti a WOODinSTOCK
Iscriviti a:
Post (Atom)














