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SITO CARDATLETICA

lunedì 17 agosto 2015

Il secondo Chakra: la nostra energia creativa


Riprendo l'argomento dei Chakra, i centri d'energia presenti nel nostro corpo secondo l'anatomia sottile orientale.

E' il turno del secondo chakra, collocato nella zona degli organi genitali. Potrebbe sembrare un centro d'energia a luci rosse, ma questo colore è già stato presidiato dal primo chakra, e qui siamo sul colore arancione!

I riferimenti ai colori non sono casuali, e possono essere usati per stimolare aspetti di sé. Per cui, allenarsi indossando dell'arancione vuol dire stimolare il secondo chakra, che si chiama

SVADISTHANA

Significa dolcezza, e in genere viene associarlo al sesso per la zona fisica dove è collocato. In questa sede, vi suggerisco una visione più ampia: desiderio e passione nel senso di creatività ed energia per fare e realizzare progetti.

Mi piace pensarlo come il chakra dell'entusiasmo, quello che ci fa iscrivere a una gara senza pensare se avremo le gambe per correrla, oppure decidere di svegliarci alle 4,30 di domenica per un allenamento con gli amici. E, infatti, correre all'aria aperta, nuotare in acque libere, muoversi in un bosco implica attivare il secondo chakra per connettersi con la natura. Riguarda sentimenti ed emozioni quindi, aspetti che in noi sono poco governabili e controllabili.

Non a caso, l'elemento acqua domina Svadhistana, Questo fa pensare al chakra ben attivato, nella metafora del liquido capace di arrivare ovunque e di essere perseverante verso un obiettivo, come la goccia che,  cadendo, buca la roccia.  Ma anche al secondo chakra debole, come l'acqua che ristagna e imputridisce.

Conseguentemente,  governa anche il funzionamento dei reni,  dove eliminiamo la nostra acqua.

Questo secondo chakra ci vede in relazione, ci fa essere animali sociali,  curiosi degli altri. Anche se l'emozione che vi domina fa si che tutto sia un po' scolpito secondo le nostre idee e il nostro punto di vista. E, a  proposito di relazioni, è il chakra legato al senso del gusto, quindi il piacere di mangiare e di condividere cibi con gli altri.

Questo chakra regola la sessualità, la riproduzione, dandogli il taglio del Tantra, dove queste sono "attività" finalizzate all'elevazione spirituali e alla vitalità,  non a semplice "fitness" da letto.

In sintesi, un chakra cui dedicare attenzione per quanto puo' portare vitalità ed equilibrio alla  nostra vita e permetterci di avere sempre una mentalità entusiasta e pronta alle novità, come si addice agli sportivi. 

Conclusi i 7 chakra, presenterò degli esercizi per  lavorarci con il Kundalini Yoga. Per adesso vi lascio alle vostre riflessioni, Sat Nam!



venerdì 26 giugno 2015

21 giugno 2015: i record del primo International Yoga Day!

 Il 21 giugno scorso è stato celebrato il primo International Yoga Day, istituito dall'ONU nel dicembre 2015. La scelta del giorno più lungo dell'anno non è stata casuale, anzi ha voluto evidenziare la luce della pratica yogica nel corpo, nella mente e nello spirito.

I festeggiamenti sono stati un po' ovunque nel mondo, accomunati dall'avere dato a tantissime persone la possibilità di fare yoga e meditare in luoghi importanti e unici, come la Piazza del Campidoglio di Roma. Il significato del giorno dello Yoga è, soprattutto. quello di avvicinare alla pratica e diffonderla.


La vittoria per l'evento più spettacolare è stata data ai padroni di casa, nel senso che la lezione tenuta in India, a Nuova Delhi, è entrata nel Guiness dei Primati. Ha accolto 35.985 partecipanti, provenienti da 84 diverse nazioni. La pratica ha compreso 21 asana, occupando l'intero Rajpath, il viale che collega il palazzo del presidente con l'India Gate (un arco ispirato a quello di Costantino, dedicato ai soldati indiani morti in guerra) L'effetto della foto è impressionante e, non a caso, in quest'occasione, il viale è stato soprannominato «yogipath» 

Tra i partecipanti alla lezione c'è stato anche il Primo Ministro Narenda Modi, grande fautore della diffusione dello yoga, al punto che ha istituito in India un ministero che si occupa di Medicina Ayurveda, Naturopatia, Omeopatia e Yoga. 

Quindi, se volete provare l'ebrezza di vivere la lezione dei record, ecco il link alla registrazione con tutte le spiegazioni delle asana. E se considerate che erano stati allestiti due mila schermi per seguire la lezione, potete veramente sentirvi parte della lezione, magari proprio accanto al Primo Ministro Indiano!.

martedì 16 giugno 2015

Alessandro Mastri: la nostra attivissima new entry!

Allora, Alessandro, neocardatleta  ma già tante gare corse con la nostra canotta. Vogliamo conoscerti meglio, ci racconti la tua storia di runner?
Corro da poco. O meglio, ho ri-iniziato a correre dopo 27 anni di STOP.
Io sono nato a Cardano e correvo in una società di Cardano al Campo che esisteva appunto oltre 25 anni fa, si  chiamava "ATLETICA CARDANO". Nata come la Cardatletica per i giovani. Dovrei ancora avere la tuta e la canottiera sociale in giro da qualche parte. Ricordo che ho fatto le categorie ragazzi e cadetti, poi quando sono passato alla categoria allievi, ho fatto il passaggio  obbligato alla Gallaratese alla pista delle Azalee, in quanto loro non gestivano la
categoria allievi. Non so come mai, ma qualche anno dopo la società si è sciolta. Io nel frattempo, nella Gallaratese venivo indirizzato a fare i 400H dall'allenatore, che  era il Cappelletti e dovrebbe allenare ancora, mi pare (ai tempi era anche professore  all'ITIS di Gallarate). Forse per esigenze di squadra, non so. Ma quel cambiamento, unito all'età in cui pensi alle ragazzine, mi ha fatto smettere e ho abbandonato l'atletica leggera, anche se ho ancora le chiodate, però..

E questo ri-inizio di corsa?
 

Dopo oltre 25 anni di stop e 25 Kg di sovrappeso, ho deciso di tornare a correre, tentando  dapprima con un tapis roulant in casa, ma senza trovare la passione, e poi mi sono convinto a correre all'aria aperta. Ricordo ancora la prima uscita,  6 km terribili e lunghissimi sulla ciclabile vicino a casa tra Cardano e il cimitero di Samarate, mentre pioveva. Tornato a casa, ho avuto quella sensazione mista di fatica e piacere, con la testa che si libera dai cattivi pensieri e dalle cattive abitudini, sensazione che non ricordavo più. E da li è ri-iniziato tutto.
Purtroppo a dicembre 2014, ho subito un incidente in auto che mi ha causato la rottura dello sterno e ho dovuto smettere due mesi, perdendo la poca forma che mi ero riconquistato.
Sono ripartito a Febbraio 2015 con gli allenamenti. Intanto si è aggregata a me anche mia moglie. Una volta alla settimana viene a correre con me. Abbiamo due lavori molto diversi, io lavoro in una azienda come impiegato, mentre lei lavora in negozio e ha tutte le domeniche impegnate. Così, almeno correndo insieme, trascorriamo qualche momento insieme.
Quest'anno mi sono iscritto al Piede d'oro, e vorrei riuscire a fare almeno 20 gare a fine anno, per avere il riconoscimento, così come al Circuito criterium, che con 7 gare avrò il riconoscimento finale. Mi sono anche iscritto al Giro del varesotto per lo stesso motivo e
 ho preso il mio gadget di "finisher" maglietta e medaglia. Ho finito con la media di 4.37 e sono contento di non essere arrivato ultimo.


E in questa nuova vita da runner, come mai Cardatletica?
Come mai la Cardatletica? E' stato per caso! Nel senso che avevo intenzione di iscrivermi in una società e di fare il certificato medico agonistico per poter correre le gare in modo "agonistico" e non amatoriale. Non per chissà quali ambizioni, ma più semplicemente per poter avere un gadget ricordo dela corsa.
Infatti ai primi di novembre 2014 mi iscrivo alla maratonina di Busto, o meglio alla 10km, perchè la maratonina è solo per i tesserati con certificato medico agonistcio. Ma io volevo avere la maglietta della corsa, e quindi ho deciso di trovarmi una società nella quale iscrivermi; ma per quella corsa era ormai troppo tardi.
A Novembre 2014 faccio la mia seconda gara che si correva appunto a Cardano, era il 2°

Memorial Laura Prati, e li noto una persona, non ricordo chi fosse, che indossava la
maglietta della Cardatletica.

CARDATLETICA??? Penso io...  ecco la soluzione. Cerco su internet, e trovo la sede a 50 metri da casa mia...contatto quindi subito il presidente (l'ENEA) e trovo una persona gentile e modesta come poche, ma con quella scintilla accesa negli occhi. Il che mi ha fatto subito una buonissima impressione. Faccio una piccola ricerca, e trovo che quella persona quasi timida, è stato  campione italiano piu e piu volte. Ho visto il video della sua vittoria sugli 800m nel 2013, e lo ho guardato e riguardato parecchie volte, riuscendo ad emozionarmi io per lui. Questo è stato il motivo della scelta. Trovare persone abili e brave, ma che non se la menano per il  fatto di essere brave, e invece sono a disposizione per consigliarti e migliorarti.  Io so di essere un tipo solitario, e a volte do l'impressione di essere antipatico a chi non mi conosce, ma è solo perchè tendo a tenere dentro le emozioni, e a non aprirmi se non dopo avere capito bene chi ho di fronte.

E quindi, che progetti hai?
I progetti per quest'anno sono di concludere le 20 gare almeno nel piede d'oro, le 7 gare
almeno nel circuito criterium, e la maratonina di Busto che mi ha fatto ripartire a correre l'anno scorso (è anche gara sociale quest'anno).


Una curiosità: Sei tesserato da quest'anno, ma quante gare hai fatto?
Sono tesserato da gennaio ho fatto 26 gare ad oggi. Le ho contate giusto ieri sera che ho messo a posto i volantini e pettorali che sto tenendo da parte

Ma sono tantissime, complimenti!!! E per il futuro a cosa punti?
 Nel 2016 fare qualche mezza maratona, e nel 2017 tentare la  maratona. Non so ancora quale.
Ricordo solo che una volta ho letto che la maratona inizia quando inizi a pensare di farla. Prima però ho bisogno, di migliorare in tutti gli aspetti della mia corsa. perdere chili di
sovrappeso, migliorare la tecnica di corsa, aumentare resistenza alla fatica, potenziare le
gambe.

Poca roba, no? un po alla volta... con la cardatletica, ce la farò...

mercoledì 3 giugno 2015

12x1 ora: Intervista a Peter Agnefjall

Innanzitutto, grazie! Siamo veramente felici che, a poche ore dell'evento, abbiamo la possibilità di
parlare con Lei e soprattutto di scoprire quello che ci aspetta! Grazie ancora, Presidente!
I'm sorry, stiamo attenti a usare la parola Presidente che soprattutto oggi, e soprattutto su questo blog, di Presidente ce n'è uno ed è Mr Zampini.  E poi lasciamo stare, noi scandinavi siamo informali e quindi.. non sono venuto qui per parlare di titoli onorifici ma di prospettive future.

Benissimo, allora, le lascio completamente la parola! Come e quando è nato il progetto Cardatletica?
Le confesserò, non da pochissimo. Abbiamo subito tenuto d'occhio questa squadra perché sapevamo che avrebbe rappresentato una grossa sfida, e quindi volevamo essere noi i protagonisti e, anche nel nostro caso, i vincitori!


Ma è possibile avere dei dettagli?
In breve: in qualità di Amministratore Delegato IKEA, abbiamo chiaro il problema: una squadra che nasce e cresce in fretta, e quindi una grande quantità di trofei che devono avere la giusta collocazione. 
Le spiego: puntiamo a ideare un concept di scaffale che sia in grado di descrivere nel tempo i successi della squadra.
In poche parole: adesso c'è il Trofeo Peppino Castiglioni che resterà alla squadra date le due vittorie consecutive:va valorizzato e messo in risalto. Al tempo stesso, è chiaro che ve ne saranno altri di equivalente importanza, quindi non basta piazzarlo in evidenza. 
E quindi: serve uno scaffale che sia a sé ma che, al tempo stesso, sia anche parte di un modulo che sia in grado di raccontare la storia della squadra.  Un po' come il lettino che cresce con il bambino, un nostro cavallo di battaglia. Stiamo quindi pensando a un mobile a mensole che cresca con la squadra! Devo parlare con la vice presidente Mrs Visentini, perchè contatteremo lei per trattare nei dettagli. 

Grazie presidente, non le faccio perdere altro tempo. Per concludere, può riassumere in una frase l'obiettivo di Ikea per Cardatletica?
Abbiamo già attivato i migliori creativi perchè volevamo un claim che fosse impattante. E posso dirvi con orgoglio che noi potremo "Assemblare  il futuro di Cardatletica"!
Complimenti ancora ragazzi!


giovedì 28 maggio 2015

Il primo Chakra: le nostre radici (e i nostri piedi...)

Ma com'è fatto un chakra? Andiamo per ordine, e quindi partiamo dal primo!  Sono sette centri di energia dinamica collocati lungo la spina dorsale, e hanno ognuno un "ruolo specifico", andando così a incidere su emozioni, comportamenti, aspetti fisici. E' interessante la corrispondenza che hanno con il sistema endocrino, e infatti ognuno di loro corrisponde a una ghiandola o a un plesso dei nervi.
MULADARA
Il suo nome in sanscrito significa "radice", ed è collocato alla base della spina dorsale.  E' di colore rosso. Dal punto di vista simbolico, rappresenta il radicamento, il contatto con la  nostra vita quotidiana e le abitudini. Un po' come un organo di senso si occupa di vista o  di udito, il primo chakra "sovrintende" il nostro appartenere e il nostro avere radici. In una famiglia, in un luogo, in una squadra! L'appartenenza è essenziale per un essere umano, perchè siamo animali di branco e abbiamo bisogno di una comunità che ci sostenga e ci rappresenta. E questo ci porta sicurezza, solidità e capacità di avere costanza.

Dal punto di vista fisico, il primo chakra è collocato nell'area dell'ano e dell'intestino crasso. Quindi, sovraitende le funzioni di eliminazione, e simbolicamente indica il ridare alla terra quello che gli abbiamo preso. Al primo chakra  sono legati anche gli arti inferiori, proprio le nostre gambe e i nostri piedi, le ginocchia... ovvero quei pezzi di noi che ci permettono di correre. Non a caso, è legato alle ghiandole surrenali, alla produzione di adrenalina... e credo di avere detto tutto!

Quindi, il nostro sport ci consente di stimolare questo chakra, e con i nostri passi riprendere un contatto profondo e intenso con la terra. Perchè la conoscenza dei chakra serve proprio a questo, a riattivare equilibri persi e disfunzioni: sono centri di energia, una sorta di piccolo vortice, e con pratiche di yoga mirate possono essere attivati, oppure riequilibrati.

Con la corsa, possiamo dire di rendere ben attivo e presente questo chakra, ed è un aspetto importante, perchè è il primo e fa da sostegno agli altri. La mia riflessione, è che spesso lo stimoliamo troppo, e questo porta non solo a squilibri nel fisico (e nei suddetti arti inferiori) ma anche a squilibri di tipo psicologico, per cui ci sottoponiamo a sforzi eccessivi, agiamo con rabbia o frustrazione.   Cosa fare? Un primo passo è riprendere Shavasana, con una buona respirazione addominale lunga, lenta e profonda. Un modo di ridare il giusto ritmo anche a questa parte profonda di noi. Importante perchè rappresenta la nostra "strumentazione" da corsa e perchè è la base che sostiene tutto!

Chiudo con il saluto del Kundalini Yoga, un mantra che significa "vera identità".... Perchè chi corre lo fa  anche per ritrovare il suo vero modo di essere! E quindi.. Sat Nam!


martedì 26 maggio 2015

l'intervista ricambiata: Susanna Cesarini

(....continua dall'intervista precedente a Piero Fortunato, che ha chiuso le sue risposte facendomi delle domande.. e da li ripartiamo!)

Ora però mi piacerebbe provare ad invertire le parti. Tu hai intervistato un po’ tutti in Cardatletica… ma chi è Libel?
Libel è il mio nick sportivo! E' nato nel 2000, durante un corso di arrampicata al Terminillo. Ero scarsa a salire, ma impeccabile a scendere dalla parete, e fui definita leggera come una libellula. Da qui arrivò Libbé in romanesco.. e quindi fu trasformato nel più elegante Libel...

Tu corri?
Diciamo che sto riprendendo.... In generale adoro gli sport di resistenza. Mi piace essere da sola, non preoccuparmi della relazione/reazione altrui e costruire i miei progressi con il fisico e con la mente. E mi piace l'incognita di una gara lunga, di cui non è scontato che passerai il traguardo, e dove la sfida è gestire le forze e costruire un risultato. 
Da sempre vado in montagna, escursionismo. MTB e sci di fondo. Ho iniziato a "usare le gare" da un decennio, come motivazione per un allenamento regolare, dato che pratico la vita spericolata di una libera professionista che viaggia e non ha orari. 

Ho iniziato a gareggiare facendo due volte la Marcialonga, la gara più importante d'Italia per lo sci di fondo, 70 km in Trentino. Poi vivendo a Roma ho dovuto ripensarci alla neve... e quindi sono passata alle gare di corsa!




Hai corso?
Ho iniziato a gareggiare dal 2006, facendo soprattutto trail di 20/25 km tra Lazio e Abruzzo. Un approccio molto 'all'amatriciana": pochissimo allenamento, tanto divertimento con gli amici. Durante la settimana, corse lungo la ciclabile del Tevere e nei parchi di Roma. Poi, quasi per scherzo, nel 2009 ho fatto la maratona di Firenze, senza nessuna preparazione. Ne è uscito un 4,33 h (all'arrivo ho pianto dalla felicità), ed è nata la voglia di vedere che effetto avrebbe fatto un allenamento specifico. E nel 2011 ho osato puntare al PB. Ho scelto la maratona di Berlino, ed è arrivato un 4.06 h, inatteso per i miei 51 anni. E dal passaggio sotto la porta di Brandeburgo si è aperta una nuova strada, verso un sogno: la maratona di Boston, l'unica dove il pettorale si guadagna sul campo e il tempo qualificativo per una donna over 50 anni era 4 ore.
 Ho iniziato ad allenarmi con entusiasmo  e.... quindi Padova 2012, quando il mio cronometro ha segnato 3,47 h. Iscrizione a Boston, entusiamo, progetti.... e. in febbraio 2013 il muro: lo stop per metatarsalgia. Persa Boston, persi due anni di lavoro, perso il sogno.
Per la rabbia mi sono riconvertita, potevo solo nuotare e ho puntato alla Travercorta, 5 km di nuoto nel lago d'Orta. Ho preso lezioni di nuoto (non sapevo fare lo stile libero), mi sono comprata una muta e l'ho fatta. Meravigliosa, e non sono arrivata neanche ultima! Inoltre, questa gara è stata la prima in cui Daniele mi ha aspettato al traguardo. Poi.... poi il resto è stato in salita, e senza mai vedere la vetta. La metarsalgia è stata curata male, plantari sbagliati, diagnosi imprecise... Credo di non aver rinunciato a correre solo perchè ho intorno a me ho solo runner.. E poi grazie allo yoga, che ha sostituto l'impegno fisico, e mi ha fatto trovare nuovi obiettivi

Perché alla Cardatletica?
Cardatletica, what else? Mi sono iscritta insieme a Daniele, sapendo che mi sarei trasferita nel Varesotto, ho iniziato con la squadra. Col senno di poi sono felicissima della scelta, mi piace l'entusiasmo che "circola" nei cardatleti e la voglia di fare sempre meglio, di sfidarsi a fare cose nuove e diverse. E poi ho trovato carta bianca per le mie proposte e questa è una cosa rara e bellissima. Quando ho ricevuto la felpa meritoria mi sono veramente commossa. (glisso sul legame d'amicizia con la Visentini e la Zampini family, penso che ci saremmo frequentati anche senza squadra di mezzo!)

Quali sono i tuoi progetti?
Correre!! Ho in sospeso almeno le maratone di Valencia, Reggio Emilia, Tromso, e forse Chicago. Non ho fretta, so che la vita sportiva è data dalla costruzione inesorabile di obiettivi.
Per ora le mie energie sono sul completare il corso di yoga, che mi richiede una pratica quotidiana intensa e mi lascia pochissimo per correre. E' una nuova finestra quasi inattesa,  fondamentale lo zampino di Daniele nell'aprirla. Io pratico yoga da 30 anni ma è sempre stata una cosa mia... da lui è nato lo stimolo di dedicare lo yoga agli altri., per passare benessere a tutti i livelli. E il mio nome spirituale "Seva Simran" (si, n'altro nome....) significa "servire gli altri in connessione col divino".. quindi l'altro progetto è mettere lo yoga al servizio di chi corre.



E poi ci sono progetti di corsa con Daniele: ci abbiamo preso gusto a correre insieme, dopo l'Archerun in Abruzzo, la prossima tappa sarà l'Ecomaratona del Chianti.



Un dettaglio finale: Boston 2013, è stata l'edizione dell'attentato. Mio figlio mi ha sempre accompagnata alle mie maratona all'estero. Se fossi andata, come le altre volte, mio figlio sarebbe stato al traguardo, e proprio nel momento dello scoppio. Non so se il mio infortunio ha salvato me, lui o entrambi. Di sicuro mi ha fatto riflettere su come ogni cosa vada guardata da un'ottica allargata e non solo pensando alle conseguenze del momento....

giovedì 21 maggio 2015

Finalmente, Piero Fortunato!

Allora, Pietro, finalmente! Cominciamo dall’inizio…
…si allora…era una fresca giornata di mezzo autunno del 1970…

Intendevo inizio dal punto di vista podistico: perché corri?
Non mi ritengo un corridore! Con i miei tempi sono un corridore mediocre! In realtà ho cominciato a correre quando ho visto che la pancia cominciava a farsi vedere

Quindi da quanto tempo?
Otto anni

E i risultati si vedono..
Diciamo che non gli ho dato la possibilità di farsi vedere

Perché alla Cardatletica?
Sono qui per i bambini e i ragazzi; mi è subito interessato il progetto che avevano in mente Enea, Stefania e Omar


Perciò quando sei venuto a conoscenza della nascita di una nuova società…
Come corridore la nascita di una nuova società non mi interessava, ma venuto a conoscenza del progetto mi sono subito messo a disposizione di questi ragazzi, che da semplici conoscenti sono diventati degli amici. Sono cardanese e ho tre figlie

Di quanti anni?
16, 13 e 7

E loro corrono?
Piccola e media si, la grande è molto impegnata in altre attività. Sono abituate a frequentare le palestre del paese perché praticano o hanno praticato altri sport

Quali altri sport?
Pattinaggio, pallavolo, danza…Avere la possibilità di far fare atletica ai bambini di Cardano nelle nostre palestre è stata la cosa che mi ha attirato maggiormente

E pensando alle tue corse?
Esordio della Cardatletica alle competizioni (Campaccio 2013)

Il mio primo anno è stato un viaggio ideale. Ho cominciato con i 60 metri per passare nel giro di qualche mese a correre la maratona: il percorso che in proiezione mi auguravo e mi auguro possa compiere questa società.

Che bello! Poi hai continuato?
Ho fatto un’altra maratona a Vienna, qualche mezza e quel che capita. So di detenere il record sociale assoluto non omologato di lancio del vortex. Mi alleno poco ma quest’anno da SM45 sto vivendo una nuova giovinezza che mi ha portato a migliorare i miei PB

Prossimi progetti?
Solo ragazzi. Sto facendo il corso da istruttore federale e comincio ad affiancare Enea negli allenamenti

Esordio dei nostri ragazzi alle gare (arena Milano)
Vai a correre con le tue figlie?
Purtroppo siamo super-impegnati…ma andiamo insieme agli allenamenti in palestra o in pista. La cosa più bella è vedere i gruppi dei nostri ragazzi crescere e quel che conta di più è la loro crescita e il loro affiatamento. L’emozione più grande non sono le gare ma vederli giocare e divertirsi. Per questo dobbiamo ringraziare Enea e Luca e spero fra poco anche il sottoscritto.




Ora però mi piacerebbe provare ad invertire le parti. Tu hai intervistato un po’ tutti in Cardatletica…ma chi è Libel? Tu corri? Hai corso? Perché alla Cardatletica? Quali sono i tuoi progetti? In attesa delle risposte penso di poterti ringraziare a nome di tutta la Cardatletica per quello che fai.

(questa si che è una chiusura sorprendente! Posso solo dire "sfida accettata"!)





venerdì 15 maggio 2015

RUN FOR PARKINSON'S CARDANO - PENSIERI

E' stata una settimana ricca di emozioni quella passata, una settimana convulsa, concentrata, con poco tempo a disposizione (vuoi la pioggia torrenziale di venerdì scorso che non ci ha permesso di segnare il percorso), ma la forza del nostro gruppo, ci ha permesso di riuscire ad organizzare la 1a Run For Parkinson's Cardano al meglio. Quindi un ringraziamento in primis a tutti i nostri soci e amici che si sono prodigati nella realizzazione del percorso, nella segnalazione in gara, nel ristoro, nel servizio scopa e un altrettanto grande ringraziamento agli sponsor e a tutti i Runners che hanno deciso di trascorrere un sabato pomeriggio insolito in nostra compagnia.

Un doveroso ringraziamento a Lidia, che ha creduto fortemente in questo progetto, agli amici del WoodinStock e all'ASPI di Cassano Magnago che ci hanno aiutato nella buona riuscita della manifestazione (i secondi) e deliziato per tutta la durata della manifestazione, dalle 17 alle 24 (i primi).

E stato qualcosa di nuovo, in certi versi di elettrizzante: partire per la gara con un "Personal Jesus" accompagnato dalla chitarra elettrica non è da tutti; però speriamo (noi ci crediamo) che questo tipo di manifestazione, che unisce sport, musica e solidarietà, abbia un'incidenza sempre maggiore e riesca a fare breccia nel cuore dei Cardanesi e in tutti i runners della provincia e oltre.

Noi continueremo, non ci fermeremo mai (siamo abbastanza testoni). Ora la parola a Lidia, che ci ha inoltrato un messaggio che, nel nostro piccolo, ci ha fatto un immenso piacere.



Foto by ARTURO BARBIERI 

Buon giorno a tutti

Il Coordinatore globale nonchè ideatore della RUN for PARKINSON'S, mi ha chiesto di inoltrarVi questo messaggio :

************************

Per ASD Cardatletica,

e per conoscenza al Comune di Cardano al Campo

Desidero ringraziarVi personalmente per avere organizzato per conto della Associazione Parkinson Insubria sezione di Cassano, la RUN FOR PARKINSON'S dello scorso 9 Maggio 2015.
Sono stato lieto di apprendere che la Vs. Associazione sportiva ha appositamente creato l'evento ex novo e si è fatta interamente carico di tutti gli aspetti organizzativi della manifestazione, sia per la parte tecnica, che burocratica , oltretutto devolvendo il ricavato dell'evento, all'Associazione Parkinson suddetta.
Si trattava di un progetto pilota, che grazie a voi, ha già prodotto ottimi risultati e centrato in pieno tutti gli obiettivi.
Grazie anche al Comune di Cardano al Campo ed in particolare all'Assessore dei Servizi Sociali, che ha supportato l'evento, contribuendo anche a conferire allo stesso la massima visibilità mediatica.
Questa RUN FOR PARKINSON'S di Cardano al Campo è uno splendido esempio di come lo sport possa sostenere il mondo solidale.

Alla A.S.D. CARDATLETICA va tutta la mia stima e gratitudine

Fulvio Capitanio 

Run for Parkinson’s
Global Coordination Team
R4PFirmaCorreoOPWPC2016

Twitter: @RunForParkinson

Facebook: https://www.facebook.com/CorreParkinson

Website: http://run4parkinson.org/